dal mare alle torri e ritorno prepagato
visitato *loading* volte
w l'Italia
altro dir non vò..
http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/formazione-governo-2/lega-araba/lega-araba.html
http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/cronaca/rifiuti-7/tonnellate/tonnellate.html
questo minchia di Aprile finirà prima o poi.....
PEGGIO DI COSI'....
in mano alle sudaticce e grassocce mani di calderoli.
CI RISIAMO.
Dopo quasi due anni…dopo le speranze (davvero?)….dopo le illusioni (diciamo per poetica)…dopo due anni di prese per il culo…..
SIAMO DI NUOVO IN TEMPO DI ELEZIONI!!!!
Evviva evviva (ironico).
La politica non è né idilliaca né sublimazione. Che Prodi sia caduto, portandosi appresso Mastelli e compagnia, mi ha turbato, ma non rattristato.
Non c’è un partito che voterei perché mi piace. La decisione è se lasciarsi ammaliare da una promessa un po’ più veritiera di capacità ed onestà, o abbandonarsi alla presa di coscienza che tutto è uguale, da destra a sinistra passando per il centro, l’alto e il basso.
Però ci sono dei punti di differenza:
1) Berlusconi fa il simpatico e dice le barzellette, non fa ridere.
Veltroni fa delle espressioni del volto che mi fanno scompisciare, e senza sforzo!
2) Berlusconi ha un enorme potere mediatico, se gli diamo in mano anche quello politico c’è almeno, in nuce, la possibilità di una dittatura.
Veltroni promuove l’arte, ma quella che non si caga nessuno. Quindi non c’è rischio di manipolazione mass-mediatica.
3) Berlusconi ha 70 anni. Basta con politici vecchi, e che cazzo.
Veltroni ne ha 50. Già più dignitoso.
4) Berlusconi dice che chi non studia per mettere su un’impresa non vale niente.
Veltroni ha fatto il DAMS (collega!)
5) Berlusconi è Berlusconi.
Veltroni non è Berlusconi.
A parte questo, ci sono dei motivi effettivi per votare Veltroni (o chi per lui, intendiamoci). E anche se a quei motivi ci credo poco, la soluzione NON è rifiutarsi di votare. La politica è compromesso e mai ci sarà uno schieramento che racchiude a pieno i miei ideali di giustizia e buon governo. Partendo dal presupposto che un politico prende stipendi stratosferici, per me sarà sempre un gran bastardo.
Per quanto è triste, scelgo al solito vecchio e risaputo modo, scelgo il meno peggio, consapevole che se il PIU’ PEGGIO fosse UN POCO MENO PIU’ PEGGIO forse mi asterrei.
Credo che ognuno debba fare una lista delle proprie priorità e delle proprie paure e agire di conseguenza. E’ inutile pensare che questo non è degno di voto perché comunque bla bla bla. La politica è compromesso e se ci tocca ingoiare rospi e Binetti varie, per evitare la parte peggiore…si farà.
La mia generazione non ha più nulla in cui credere da quando Daitan
Spero vivamente, la notte del 12 aprile, di sognare assieme CALDEROLI,
sto usando l'italia come un tiro a segno...lancio le freccette e a seconda di quella che attaccherà deciderò dove andare a vivere.
No, non sto inviando proposte di matrimonio a ricchi possidenti sparsi per la penisola (in caso qualcuno fosse connesso e interessato vedrò di valutare l'eventualità)
intanto ho un appagante e precario posto di lavoro come cassiera e un rene semi-sano da vendere in caso di carestia prolungata. Mi rilasso per queste mie due settimane di disoccupazione e costruisco bastiglie in aria sull'avvenire.
[Sì, a me non mi mandano in ferie, mi mandano in disoccupazione per 14 giorni e poi mi riassumono con un altro amorevole contratto a tempo determinato]
Favola da non raccontare ai bambini per andare a dormire, se non si vuol che questi diventino grandi, stupidi e normali.
“C’era una volta, nel paese degli ippopotami, un ippopotamo di nome Rino Cerume. Rino Cerume aveva una bella moglie, dei buoni figli e un buon lavoro che lo impiegava tutto il giorno. Lavora, lavora, lavora, Rino Cerume non si era mai goduto la vita, come del resto la maggior parte del mondo. E alla moglie isterica e scassamaroni Rino Cerume paragonava ogni giorno la sua avvenentissima collega di lavoro, Moana Gazzella, che non lo degnava di una sguardo. Il buon Rino Cerume non si era mai dichiarato, perché era un inorato padre di famiglia ed era fedele alla moglie, anche solo per dovere cristiano. Ovviamente la moglie no.
E fu così che un giorno il nostro buon Rino fu ferventemente tradito dalla sua consorte con Mirigo il Gorilla Figo. Ovviamente al buon Rino spuntarono un bel paio di corna, ma siccome la moglie e Mirigo si dettero alle più stravaganti posizioni dell’appendice del kamasutra, le corna gli spuntarono sul naso.
Il povero Rino Cerume era disperato, chi l’avrebbe più riconosciuto? E infatti tutti gli abitanti della foresta lo guardavano stupiti: “ Chi è questo nuovo animale?” si domandavano.
E il povero Rino rispose: “ Sono io! Sono Rino Cer…” e poi pensò alla moglie, al lavoro e ai figli.
“…onte. Sono una nuova specie protetta e raccomandata da Dio.”
Gli altri animali gridarono: “ Ohhhhhhhhhh!!!” e iniziarono ad ammirare il nuovo abitante, che riscuoteva successo grazie alla sua bellezza, stranezza e curiosità. Tutti, finalmente, volevano bene a Rino Ceronte.
“ Ma con cosa si accoppia un Rino Ceronte, se sei unico nel tuo genere?” domandarono i nuovi amici.
“ Con le gazzelle”, rispose prontamente Rino.
“Io sono una gazzella” affermò Moana, incuriosita da quel nuovo animale.
“ Benissimo!” affermò Rino, e passarono tutta la restante settimana a copulare.
Rino Ceronte ora aveva degli amici, una amante e la moglie scassamaroni fuori dalle palle. Fu assoldato come intrattenitore turistico, e i visitatori fecero a gara per chiede la compagnia di quel nuovo e curioso animale.
Sta di fatto che l’accoppiamento tra Rino e Moana provocò fecondazione a tutti gli effetti, e più si accoppiavano più riproducevano. In breve tempo Rino Ceronte si trovò il triplo dei figli che aveva prima, e Moana riproduceva, riproduceva, riproduceva…fin quando il lavoro da guida turistica non bastò più e Rino dovette accettare lavori in nero. “ Ceronte, caro, oggi dalle tre alle quattro devi depurare la discarica di rifiuti tossici.” “ Ceronte, caro, oggi dalle nove alle undici devi assistere gli anziani incontinenti all’ospizio.” “ Ceronte, caro, oggi da mezzanotte alle cinque ti devi prostituire in via dei lampioni.”. E Rino Ceronte lavorava, lavorava, lavorava….finchè un giorno, stressato, gridò: “ Basta, non ce la faccio più!!! Non sono Ceronte, sono Cerume!!!”
“ Benissimo!!!” disse la moglie, che chiese immediatamente gli alimenti per lei e per i figli.
“ Ma io sono un animale nuovo, nessuno è fatto come me, un tempo mi ammiravate!” si lamentava il povero Rino.
“Ormai con gli incroci genetici si può fare di tutto” rispondevano gli altri animali.
E fu così che il povero Rino passò il resto della sua inutile vita a lavorare come un mulo per mantenere due famiglie.
La morale: la vita è raballa.
Un quarto.

Un quarto d’ora è giusto il tempo di strada per recarsi da qualche parte. E’ troppo per aspettare in fila dal salumiere ma è poco per un rapporto sessuale.
Un quarto di luna è una dimensione infima. Non è una falce ma neanche una mezza luna, non è luna piena ma neanche scomparsa.
Un quarto è lo sfigato che è arrivato giusto giusto poco prima del podio.
Un quarzo è più prezioso di un quarto. Un quarto di quarzo è meno prezioso di un quarzo intero.
Un quarto di pizza è uno spuntino, un quarto di bue è provviste o teatro della crudeltà.
Un quarto di spettacolo cade fuori dall’intervallo perché gli atti sono solitamente tre o cinque. Un quarto di libro vuol dire che è piaciuto poco.
Un quarto di cane è un pezzo di cane morto, un quarto di lucertola c’è speranza perché potrebbe essere solo la coda.
Un quarto piano senza ascensore è massacrante, un quarto piano con ascensore può avere un gradevole paesaggio.
Il quarto l’ha scampata perché le croci erano tre e Barabba è libero.
HO UN QUARTO DI SECOLO. Lo dichiaro al mondo e alla vita, sì, un quarto è andato. Ne mancano tre quarti per arrivare al giusto riposo, forse.
Pensavo che se tutti i pensieri prendessero voce impazzirei o farei impazzire tutti a furia di parole. Per fortuna molto si lascia dietro a camminare da solo. Dopo un quarto di secolo il pensiero deve aver imparato a far da solo, senza il mio aiuto, e che cazzo.
Per fortuna sono troppo pigra per far bilanci, e poi di matematica sono sempre stata scarsa.
Ho un quarto di secolo e quindi una visione di quella che dovrebbe essere la metà della metà. Forse morirò stanotte perché è tutto il giorno che mangio e bevo, dovrei avere un limite anch’io. Forse dovrei dire qualcosa tipo: “mi guardo alle spalle e vedo…….” “Non ho rimpianti……” “Ho rimpianti…..” “Ho dei buoni propositi”
Ma la vita è come una partita a carte e non puoi sapere che diavolo capiterà dopo, fai una strategia e ti viene fuori la figura sbagliata. Tutto da rifare.
Quindi consiglio a tutti occhio vigile e prontezza di riflessi. La fortuna e i bluff verranno di conseguenza.
Ah, e un quartino di vino.
Auguri Chiarona.
Poteva andare meglio. Poteva andare peggio. L’importante è che per ora sia andata.
Meglio andare a fanculo che rimanere fermi.
DIMENTICAVO....
io felice a parigi in camera della mia coinquilina in erasmus

FESTA DEGLI ALPINI.
mi son bevuta più o meno due bottiglie di vino, ma questa è un'allegra nota a margine.
AMICA: chiarona, guarda
CHIARONA: cosa?
mi indica un neonato vicino a noi, che ride paffuto guardandosi intorno.
AMICA: Dimmi...c'è qualcosa di più bello al mondo?
CHIARONA: Bè....direi.....forse un quadro di Leonardo da Vinci....La vergine delle rocce, però anche quello con sant'Anna Maria e l'agnellino...la gioconda ha il suo fascino, anche se commercializzata....l'arte rinascimentale, "preghiera in gennaio" di De Andrè, una rosa messa a seccare, la bibliografia di Dostoevskij, le rosticciane, un tramonto su new york, il film che ho visto ieri sera, non mi ricordò qual'era ma era di sicuro più bello, l'oceano in generale, il caffè, oh, sì, senza zucchero, l'odore della gommapiuma, i ravioli, la birra fredda in una giornata afosa, la parola "kerosene", gli spettacoli di Pippo del Bono, i miei gatti....oh, i miei gatti, lì proprio non c'è discussione, questo neanche ha il pelo, scampare una multa, i panda, venezia senza turisti, se mai ci sarà una reale sofferenza in diretta di Berlusconi, un quarto di luna e la luna piena, il vino rosso, quello bianco, il rosè volendo....
AMICA: BASTAAA. NON SONO COSE PARAGONABILI!!!
CHIARONA: si, ma sono collocabili in una scala di "migliore" e "peggiore"....
AMICA: Chiarona......
CHIARONA: sì?
AMICA: sei un mostro.
CHIARONA: si, lo so.
I LOVE TRENITALIA.
Per la prima volta in vita mia vado contro le mie convinzioni.
"diritto allo sciopero", reclamavo "diritto alla sciopero", gridavo "dirittto allo sciopero", difendevo.
DIRITTO ALLO SCIPERO UN PAIO DI BALLE.
a lavorare e zitti, che c'è gente che neanche ce l'ha il contratto.
Tutto perchè uno dei rari giorni in cui devo tornare a casa mi VANNO A FARE SCIOPERO.
"diritto alla sciopero" ho pensato subito. Sì, va be, almeno tento di informarmi se il mio treno parte o no, anche se non credo di farcela.
Chiamo il numero romano centrale della ferrovie dello stato, per chiedere informazioni.
"buongiorno, scusi, ho sentito che è stato confermato lo sciopero di domani, volevo sapere se c'è un modo per sapere se il mio REGIONALE parte..."
"Sì, certo!" mi risponde la signorina "non lo sà che c'è il numero verde?"
"no, può darmelo?" dico - "No, cretina, sennò stavo a chiamare te?" penso
mi da il numero verde e io sono gioiosa e speranzosa. Quindi tentano di ridurre al minimo i danni per noi cittadini, che alla fine siamo gli unici che ci rimettiamo. Una volta che so se il treno parte posso organizzarmi, altrimenti devo cercare un'altro percorso. "diritto allo sciopero" soprattutto se ben organizzato.
chiamo il numero verde. 10 minuti di attesa in linea (immagino saranno sobbarcati di chiamate), alla fine rispondono.
"buongiorno, ho saputo dello scipero e vorrei sapere se il mio regionale effettua servizio" (si noti la mia magnifica proprietà di linguaggio)
"allora SIGNORA, lo scipero è dalle 21 di questa sera alle 21 di domani"
"ehhh...sì, posso sapere se parte il mio regionale?"
"Dalle 18 alle 21 parte un regionale su tre"
grazie al cazzo, c'è solo 1 treno che va a casa mia, se partono gli altri due e quello no riango a piedi.
"sì, ma posso avere notizie sul quello che devo prendere io?"
"signora, non lo sappiamo quali partono e quali no."
SILENZIO
"maa...se parte prima delle 18 è ancora meno probabile che ci sia?"
"signora, NON LO SO. E' inutile che continua a far domande, non lo sò"
MI incazzo "Sì, lo so che non è colpa sua, ma c'è un modo per sapere QUALCOSA DI PIU'?"
"signora, non lo possiamo sapere se il macchinista decide al momento di partire o no."
mentre sbotto un va bene, grazie! e riappendo, sento dall'altro lato della cornetta un "Mannaggiaa..."
LA DOMANDA GIUNGE BESTEMMIANTE: A CHE CAZZO SERVE IL NUMERO VERDE????
forse per gli intercity, ma se io specifico UN REGIONALE perchè quella deficente del call center mi fa chiamare un numero che NE SA MENO DI ME??????? e soprattutto gestito da BURINI?????
QUINDI: vaffanculo alle ferrovie dello stato e al diritto di scipero. Spero vi mettano tutti co co co. Tanto, cari signori geni, Prodi ha l'autista personale, gli'importa na' sega se fermate i treni.
l'unica speranza: siccome è un treno che va in LIGURIA, spero che il macchinista abbia sangue avido nelle vene e non rinunci ad una giornata di stipendio.
utente anonimo in Favola da non raccon...
nevrastenico in Favola da non raccon...
utente anonimo in Un quarto. FOT...
oggi
maggio 2008
aprile 2008
settembre 2007
luglio 2007
giugno 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005